Un saluto al piccolo campione che aveva un sogno

…è molto difficile scrivere poche righe, lasciare una piccola testimonianza del tuo purtroppo breve passaggio in questa vita senza scadere nella banalità.

Ed allora ti racconto una storia che forse non conosci.

Sai, pochi sono quelli che ti hanno conosciuto ma tanti, tantissimi quelli che ti hanno seguito nei racconti, nelle parole, negli sguardi di tuo padre ogni volta che parlava di te.

Ed eravamo in più di 300 quando un Dicembre dello scorso anno ti abbiamo regalato la nostra canotta. Un momento bellissimo in cui un abbraccio dato al tuo papà eroe ha smosso i cuori di tutti noi. Ed in quel momento sei entrato dentro una comunità che pur senza averti mai visto correre su un prato o su una pista ti ha accolto ed ha sperato che quel momento un giorno arrivasse. Una comunità fatta di bambini, ragazzi, genitori, persone tutte diverse che di fronte ad una passione comune diventano tutte uguali.

Il destino putroppo ha deciso diversamente. Ma la storia che ti voglio raccontare continua, non finisce il 26 Settembre.

Perchè vedi…il dolore, la sofferenza, le ore passate ad accudirti sono cose che la natura vuole tu divida con la tua famiglia. Ma a guardare indietro alla tua storia, dove è facile trovare solo tristezza e dolore, forse c’è modo di scoprire che un piccolo raggio di luce è spuntato.

Pochi giorni fà infatti tuo papà mi diceva “sono sorpreso di come mi abbiate accolto, mi ero iscritto da poco ma mi avete abbracciato come fossi in mezzo a voi da sempre”. E ne era davvero sorpreso. Non credeva fosse possibile “sentire” il calore della stessa comunità che ti aveva accolto su quel palco nonostante ne facesse parte da poco.

Certo, noi non abbiamo potuto accudirti, non siamo stati con te in tutti i momenti in cui c’era bisogno di giocare, di ridere, di coccolare, di dare speranza. Ma possiamo fare qualcosa per i tuoi genitori. Quell’abbraccio che non ti abbiamo potuto dare lo diamo, lo vogliamo dare, con costanza, affetto e forza a tuo papà e tua mamma perchè è di loro che ora possiamo prenderci cura.

Non da soli, certo, in mezzo a mille. Ma in quei mille ci siamo anche noi. A condividere ricordi, sogni che non si sono realizzati ma, magari un giorno, anche di nuovo sorrisi e gioia di vivere momenti di vita insieme. Con maglietta e pantaloncini oppure anche semplicemente con un bicchiere di vino in mano.

Ciao Carlo,

la TUA società di atletica….

 

Carlo